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Super Mario Galaxy Vs. The Leggend of Zelda: Twilight Princess

Discussione in 'Wii Games Chat' iniziata da Alberto_92, 18 Dicembre 2007.

  1. Alberto_92

    Alberto_92 Tribe Newbie

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    Napoli; Nello squarcio tridimensionale che porta a
    mi piacerebbe aprire un dibattito costruttivo e sottolineo costruttivo tra i due giochi...
    posto qui due ottime recenzioni!!!

    ecco quella di Super Mario Galaxy:

    La recensione che avete di fronte è inutile. Se il senso di un articolo di questo genere deve essere giudicare un gioco, esaminarne pregi e difetti e darne infine una valutazione, nel caso di Super Mario Galaxy si tratta di un esercizio superfluo, una fatica evitabile tanto per il redattore quanto per il lettore, nonchè una perdita di tempo che al contrario dovrebbe essere impiegato impugnando wiimote e nunchuk a fianco dell’ultima, vera ed inossidabile icona del mondo dei videogiochi.
    Ci eravamo rimasti tutti un po’ male con Super Mario Sunshine, episodio per Gamecube sicuramente brillante ma fin troppo carico di aspettative e incapace di superare il rivoluzionario capitolo per Nintendo 64; qualcuno aveva osato addirittura insinuare dubbi sulle reali capacità della mascotte (termine ormai preistorico) della casa di Kyoto di trovare un senso nel mercato videoludico moderno, chiaramente indirizzato verso una ricerca del realismo esasperata, in una corsa all’ultimo poligono attraverso sparatorie, morti ammazzati, trame truculente e classificazioni “mature only”. C’era chi aveva visto in questa tendenza addirittura l’anticamera della scomparsa stessa di Nintendo, trascinata in quel baratro che già aveva ingoiato l’ex acerrimo rivale Sega alcuni anni fa. In pochi avrebbero scommesso in una rinascita del Regno dei Funghi e in generale di tutti quei mondi incantati e fiabeschi che ad un certo punto sembravano passati di moda, come una camicia bellissima un tempo ma che ora ci si vergogna solo all’idea di indossarla.
    “ Super Mario Galaxy è la summa di tutto ciò che significa Nintendo ”
    Ed invece la grande N, la casa che ha fatto innamorare dei videogiochi milioni di persone, ha dapprima ribaltato le regole dell’intrattenimento casalingo producendo una console basata su concetti in netta antitesi con quelli più gettonati, salvo poi osservarne il clamoroso successo maturato in seno ad una filosofia di espansione dell’utenza che tutti auspicavano ma che nessuno riusciva a realizzare. E proprio questa stessa console diventa oggi teatro esclusivo della rinascita della suddetta vecchia mascotte, che dopo aver messo la propria faccia in tante (troppe?) produzioni appartenenti a praticamente ogni genere videoludico, torna a quelle piattaforme che ne hanno decretato all’epoca l’immortalità e che in questa occasione sanciscono nuovamente il suo ingresso trionfale nella lista dei migliori giochi di sempre. Questo è Super Mario Galaxy, che è anche la summa di tutto ciò che significa Nintendo, con un concentrato di quella spesso citata N-difference che anche i detrattori non possono fare altro che constatare come caratteristica unica della casa nipponica. L’avventura inizia ancora una volta con una lettera della principessa Peach, con la quale desidera invitare Mario al castello per dargli una sorpresa speciale durante la Festa delle Stelle a cui partecipa tutto il regno. Arrivato nei pressi della dimora però, accade l’(im)prevedibile; il malvagio Bowser assieme ad una intera flotta di navi spaziali rapisce non solo la sovrana ma addirittura porta con sè tutto il maniero, trascinandolo nello spazio profondo. Il baffuto italiano ovviamente non può quindi che decidere immediatamente di vestire i panni dell’eroe senza paura, andando alla ricerca dell’arcinemico con l’intenzione di rimettere tutte le cose al loro posto.
    Il vero seguito di Super Mario 64. Questa è l’etichetta che fin dal principio è stata affibiata a Galaxy, e oggi a “lavori conclusi” possiamo sinceramente dire che le cose stanno proprio così. L’ultima avventura dell’idraulico riesce infatti a dare fin dal principio quella straordinaria ventata di emozioni che il rivoluzionario capostipite tridimensionale fu capace di portare con sé, soprattutto per quanto riguarda la assoluta e perfetta sensazione di coesione e di completezza che si avverte in ogni istante di gioco. Tutto questo pur non essendo, è ovvio, il punto di svolta o la pietra miliare che fu su Nintendo 64; e se quindi è difficile vedere Galaxy in prospettiva come un titolo tanto “importante” (nel senso stretto del termine) quanto Super Mario 64, allo stesso modo è possibile affermare con certezza che il risultato finale sia un gioco, semplicemente, migliore. La struttura di base mantiene il concetto di stelle da raccogliere, ancora 120 in tutto, ma si distingue immediatamente per la geniale introduzione della suddivisione dei livelli in pianeti. Come ormai noto a chiunque abbia seguito lo sviluppo infatti, l’avventura ruota attorno ad un luogo che funge da raccordo per tutti i livelli; ieri si trattava del castello, oggi è l’Osservatorio Cometa. Super Mario Galaxy - Immagine
    E ieri ci si buttava dentro a dei dipinti, oggi si visitano delle stanze (camera da letto, cucina, bagno ecc) tramite le quali raggiungere le diverse galassie, ovvero i livelli veri e propri. Ed è appunto all’interno di questi che Mario Galaxy mostra il meglio che ha da offrire; in sintesi, a parte rare eccezioni i suddetti livelli sono divisi in piccoli pianeti, ognuno caratterizzato in maniera diversa e dotato di un puzzle da risolvere per proseguire. Essendo nello spazio, entra in gioco il fattore gravità, elemento fondamentale da considerare in ciascuna situazione. Spesso questo consente di esplorare i pianeti in ogni loro parte, muovendosi liberamente da un emisfero all’altro, ritrovandosi a testa in giù o raggiungendo zone apparentemente inaccessibili. E’ quindi l’esplorazione, supportata da un level design che definire magistrale è riduttivo, la chiave di volta capace di far spiccare il volo a Super Mario Galaxy; ogni sezione è una sorpresa, una novità, un momento inatteso e capace di strappare un sorriso anche sulle labbra del più esperto e navigato videogiocatore. La soluzione dei pianeti ha infatti consentito di dare maggiore varietà all’interno di un prodotto che già da una galassia all’altra cambia tutte le carte in tavola trasportando nel giro di 5 minuti il giocatore da una casa infestata dai fantasmi a un atollo caraibico a un galeone spaziale e via dicendo.
    “ E’ quindi l’esplorazione, supportata da un level design che definire magistrale è riduttivo, la chiave di volta capace di far spiccare il volo a Super Mario Galaxy”
    Ed ecco che ci si trova su un piccolo asteroide con i suoi nemici, il suo design, la sua coerenza perfetta; dopo alcuni secondi si risolve il puzzle, si attiva la Stella Lancio e con essa si raggiunge il pianeta successivo e così via, in un turbine di puro gameplay che è tanto perfetto da sembrare normale, vivo, reale. E in un contesto di questo genere si inseriscono ad esempio le sezioni con meccaniche bidimensionali, un omaggio alle origini quantomai gradito, o le varie tute che consentono a Mario di trasformarsi guadagnando nuove abilità. Accanto alla possibilità di diventare invincibili per un breve periodo o lanciare palle di fuoco, già note ai fan della creatura di Miyamoto, fanno la loro comparsa le trasformazioni in ape, spettro e molla. La prima, impagabile per l’aspetto dell’idraulico baffuto con tanto di ali e pungiglione, permette di volare e di arrampicarsi sulle pareti a nido d’ape; lo spettro consente di assumere l’aspetto di un rotondo e candido fantasma per attraversare determinate pareti, mentre la molla come intuibile fa rimbalzare fino ad altezze altrimenti irraggiungibili. In tutti i casi si tratta di situazioni assolutamente divertenti e godibili, con l’eccezione parziale forse solo della molla a causa di una certa difficoltà nel gestire i continui saltelli dell’eroe. Splendide anche le galassie in cui è possibile cimentarsi in esperienze di gioco distanti da quelle standard, e che sfruttano il wiimote in maniera eccellente; ci si può trovare di fronte ad una sorta di Monkey Ball, o ad una gara a cavallo di una manta, a lanciare Mario da una larva elastica all’altra tirandole come fossero -appunto- degli elastici e via dicendo, in un continuo susseguirsi di sorprese ed emozioni. Forse qualcuno potrebbe lamentare una difficoltà tarata verso il basso, perlomeno per raggiungere il primo traguardo delle 60 stelle, ma in realtà non mancano passaggi impegnativi e comunque il raggiungimento delle 120 stelle è un traguardo capace di impegnare anche i più esperti.
    Una stella per amico
    Il mondo di Mario Galaxy, lo dicevamo, è vivo; e questo non solo per l’enorme quantità di nemici, con vecchie e nuove conoscenze, ma anche per gli alleati al fianco di Mario. Gli inseparabili e fedeli Toad, senza dubbio, ma anche gli Sfavillotti e la misteriosa Rosalinda; i primi sono un popolo di piccoli di stella obesi e assolutamente irresistibili, mentre la seconda vive in compagnia di questi ultimi e vigila sull’Osservatorio Cometa, dando all’idraulico un fondamentale aiuto per cercare di raggiungere Peach. Ed è proprio Rosalinda la protagonista della “storia dentro alla storia” raccontata nella libreria; una fiaba semplice, limpida e toccante che ricorda per molti versi il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry “Il Piccolo Principe”. Un particolare, questo, che sottolinea per l’ennesima volta la portata di Super Mario Galaxy e il livello di attenzione e cura riposto in ogni singolo aspetto del capolavoro Nintendo. Una qualità ovviamente riscontrabile anche nel sistema di controllo, che usa quel tanto che basta delle qualità del wiimote trovando un equilibrio tra continuità con un modello pressoché perfetto e il giusto sfruttamento di potenzialità esclusive. E così se quindi tutte le azioni su cui Mario poteva contare su Nintendo 64 sono qui presenti, se ne trovano un paio inedite legate appunto al controller del Wii; una è il nuovo attacco rotante, eseguibile dando una scossa al wiimote e utile contro la maggior parte dei nemici. Super Mario Galaxy - Immagine
    Per non abusarne, i programmatori hanno pensato di rendere necessaria una breve “ricarica” di circa un secondo tra uno e il successivo, donando quindi una componente strategica al tutto. La seconda novità è invece legata alla raccolta delle astroscheggie, dei frammenti di stella colorati disseminati praticamente ovunque nei livelli. Per ottenerli ci si può sia camminare sopra, sia molto più semplicemente passare il puntatore del wiimote senza la necessità che Mario si trovi nelle vicinanze; è così possibile raccogliere qualsiasi astroscheggia sia effettivamente visibile, anche molto lontana dal protagonista (ed è anche l’unico compito dell’eventuale secondo giocatore). Queste ultime hanno inoltre una doppia funzione una volta collezionate: premendo infatti B possono essere sparate e usate come arma contro nemici o per rivelare segreti nascosti, ma allo stesso tempo non vanno sprecate dal momento che possono essere impiegate come moneta di scambio per sbloccare galassie aggiuntive.
    “Un gioco esaltato da una direzione artistica sublime, unica, gioiosa, vibrante”
    Le novità si integrano comunque all’interno di un costrutto senza punti deboli, autentica estensione del giocatore all’interno del mondo tridimensionale; bastano alcuni minuti di gioco anche per un utente inesperto per apprezzare la precisione, affidabilità e coerenza di un sistema di controllo che non lascia spazio a critiche. Capita invece di trovare qualche difetto occasionalmente nel puntamento della telecamera, che se in 9 casi su 10 è perfetta, può trovarsi raramente in imbarazzo nel seguire le evoluzioni dell’idraulico. Per quanto riguarda la componente tecnica, Super Mario Galaxy è semplicemente il miglior titolo disponibile per Nintendo Wii. Un gioco esaltato da una direzione artistica sublime, unica, gioiosa, vibrante, che delizia gli occhi e riporta ad atmosfere ormai sempre più rare e poco gettonate dal trend del mercato. Le animazioni, il tratto del disegno, l’utilizzo dei colori sono così perfettamente riusciti che ci si riesce a dimenticare senza fatica di come la nuova console Nintendo sia a tutti gli effetti poco più di un Gamecube pompato, pur offrendo texture ed effetti (come fur shading, superfici metalliche e riflettenti, trasparenze ecc) di grande pregio. L’unica cosa che si fatica a digerire davvero è il limite di risoluzione a 480p; malgrado quello che dice la casa di Kyoto, ovvero che i televisori HD sono ancora una minoranza, sarebbe bello che il Wii potesse fare la sua degna figura anche collegato a tale tipo di schermi senza invece mostrare aliasing e difetti di tale genere. Impeccabile invece il sonoro, soprattutto per un accompagnamento musicale che, tra vecchio riorchestrato e nuovo, propone una clamorosa quantità e qualità di brani capaci di entrare subito nelle orecchie e fischiettati durante la giornata. Molto buoni anche gli effetti, che trovano negli urletti di Mario il punto di maggior valore all’interno di un quadro comunque di grande qualità.

    Commento
    Super Mario Galaxy è proprio quel Mario che stavamo aspettando da oltre 10 anni: il vero seguito della rivoluzione miyamotiana apparsa nel 1996 su Nintendo 64. Certo stavolta non ci sono nuove dimensioni del videogioco a cui dare una direzione e una impronta indelebile; il risultato è quindi “semplicemente” un capolavoro del game design che sfiora la perfezione e rende tutti, davvero tutti, dannatamente felici di far parte e di amare questo bizzarro mondo del divertimento elettronico.

    Pro

    * Il vero successore di Mario 64
    * Fantastico sotto ogni aspetto
    * La magia Nintendo è tutta qua

    Contro

    * Qualche raro imbarazzo della telecamera
    * Doloroso vederlo a solo 480p

    Voto = incredibile 9.7 e così supera The Legend of Zelda: Ocarina of Time dopo 9 anni!!!

    ed ecco quella di The Legend of Zelda: Twilight Princess

    Quella di Zelda, è una delle serie più popolari nel mondo dei videogiochi, che fin dal suo primo capitolo, risalente ormai a venti anni fa, ha sempre mantenuto degli standard qualitativi elevatissimi, tracciando una strada imitata da tanti senza però gli omologhi risultati. Questo nuovo tassello della leggenda ha però una importanza storica per certi versi superiore a quella dei suoi predecessori, perché è il primo della serie ad accompagnare il lancio di una console Nintendo. Certo, il gioco non è nato specificamente per questo sistema ma è comunque un importantissimo banco di prova per testare il “rivoluzionario” controller del Wii. Ed è proprio il sistema di controllo, principale elemento di differenza con gli altri capitoli della saga, la prima nota positiva. Se era facile pensare al binomio Wii-mote (il telecomando) nunchuck (il pad analogico), sicuramente adatto per sparatutto o per titoli di guida, c'erano forti dubbi relativi a questo sistema applicato ad genere “classico” come un'avventura; dubbi, che sono stati letteralmente spazzati via dopo i primi istanti di gioco.
    Il nuovo pad si dimostra infatti adattissimo, mantenendo alcune caratteristiche tipiche dei precedenti titoli, come il salto automatico o l'agganciamento di un bersaglio, con delle innovazioni legate all'utilizzo del wii-mote, che rendono molto più intuitivi l'utilizzo della spada, della canna da pesca, della fionda e di altre armi che andremo a guadagnare nel corso della storia. Basterà un piccolo movimento del telecomando, per sfoderare la spada, e poi potremo divertirci a colpire i nostri nemici, eseguendo realisticamente alcuni movimenti, che saranno replicati in diretta da Link; colpi da taglio, affondi ed anche il famoso attacco roteante (scuotendo per l'appunto il nunchuck), saranno così effettuati in una maniera del tutta nuova, decisamente più immediata, e per niente stancante a dispetto di quello che si potrebbe pensare. Ancora più semplice, l'utilizzo della fionda o del boomerang, basterà semplicemente puntare verso l'obbiettivo e poi premere il grilletto B, senza alcun bisogno di essere dei provetti cecchini, dato che anche in questo caso potremo agganciare il nostro target, grazie ad un mirino di generose proporzioni che ci faciliterà il compito. Fin qui le innovazioni, ma Twilight Princess si fa apprezzare anche per i suoi evidenti rimandi ad Ocarina of Time. Majora's Mask e Wind Waker, certamente ricordati come degli ottimi titoli ma per ragioni di meccaniche e stile, si erano in qualche modo allontanati da Ocarina, considerato come autentico punto di riferimento dagli appassionati della serie.
    Questo Twilight Princess, invece, si apre già in maniera piuttosto simile al primo episodio del Nintendo 64. Link non è ancora il leggendario eroe dalla tunica verde, ma un ragazzo abbastanza maturo, amato da tutto il villaggio di Tauro per via della sua generosità, che passa le giornate lavorando alla fattoria locale e prodigandosi in generale in aiuto al capo del villaggio. Gli eventi però lo porteranno in poco tempo a passare dalla tranquilla e bucolica vita del villaggio, fatta di battute di pesca, passeggiate a cavallo e giochi per intrattenere i suoi piccoli compaesani, ad una missione decisamente più importante, far ritornare la luce nel regno di Hyrule assediato fino al suo cuore da una mortale oscurità. Avremo così la possibilità di vivere praticamente ogni ambientazione da due differenti punti di vista, fino a scoprirne le intime differenze. Se nel regno per così dire normale (o riportato alla normalità) impersoneremo Link nelle sue fattezze classiche, in quello delle tenebre avremo inedite sembianze da lupo. Questa involontaria trasformazione avrà però alcuni pregi; innanzitutto avremo la possibilità di parlare con i altri animali, sempre prodighi di importanti e preziosi consigli, potremo ascoltare le anime dei defunti e grazie al nostro istinto avremo la possibilità di seguire tracce olfattive e di capire dove poter scavare alla ricerca di passaggi od oggetti. Per quel che riguarda la gamma di attacchi, gli stessi movimenti che effettuavamo con la spada saranno da utilizzare anche nelle vesti di lupo, ed in più avremo a disposizione un potere oscuro, in grado di colpire in sequenza più nemici, grazie all'aiuto di Midna. Quest'ultima è una new entry del mondo di Zelda, un misterioso personaggio femminile, dalle strane fattezze e dagli obbiettivi non meglio precisati, che ci sarà comunque di prezioso aiuto, oltre che per gli attacchi, anche per i movimenti (facendoci arrivare in luoghi altrimenti inaccessibili anche per un agile lupo), e per la sua capacità di teletrasportarci attraverso i vari portali disseminati per il regno. Nei panni di Link invece, potremo sì richiamare Midna in ogni momento, ma in questo caso la sua collaborazione sarà decisamente più contenuta.
    L'avventura si snoderà in lungo ed in largo per tutto il regno, dotato di una estensione davvero enorme e decisamente superiore ai precedenti titoli; avremo modo di conoscere tanti personaggi, ognuno con la sua piccola storia, rincontrare alcune popolari popolazioni appartenenti alle classiche razze della serie (come per esempio i giganteschi goron) o riscoprire alcune locazioni che pur familiari, si ripresenteranno in una veste decisamente più tetra. Avanzando nella storia Link si evolverà sotto tutti i punti di vista: imparerà a padroneggiare al meglio nuove tecniche di combattimento, acquisirà più fiducia nella propria forza, ed anche il suo inventario si arricchirà di nuovi ed indispensabili oggetti. Dovrà affrontare lunghi viaggi, compiere importanti missioni, e visitare i vari dungeon (o per meglio dire templi); all'interno di questi, per proseguire, ci troveremo davanti a delle meccaniche e a degli enigmi tipici della serie, ma sempre ben ingegnati e comunque freschi, anche per via del sapiente uso delle innovazioni legate al wii-mote, ed alla inedita familiarità del nostro eroe con animali di varie specie, capaci in più di una occasione di darci un importante contributo. La quest principale, pur temporalmente e geograficamente estesa, sarà tutto sommato abbastanza lineare; basterà seguire con attenzione tutti i dialoghi ed i vari indizi, per sapere indicativamente dove recarsi e cosa fare; al fianco di questa però, ci saranno le tantissime sotto missioni, che oltre ad allungare la già straordinaria longevità, contribuiranno ad una più completa immersione nel titolo, portandoci a conoscere personaggi e luoghi che sarebbero stati altrimenti semplicemente sfiorati. Twilight Princess, grazie alla varietà delle situazioni offerte, l'ottimo bilanciamento della difficoltà, ed il coinvolgimento dato dello sviluppo della trama, è un titolo davvero profondo ed appassionante, in grado di affascinare e catturare qualsiasi tipo di giocatore, anche chi prima d'ora non si era mai avvicinato alla serie, e di tenersi stretti i suoi fedelissimi appassionati, sicuramente entusiasti di un gioco che miscela sapientemente i punti di forza caratteristici della saga, con delle innovazioni che lo rendono ancor più ricco e completo.
    Se il sistema di controllo può dirsi totalmente riconcepito per la nuova console, lo stesso discorso non può essere esteso alla grafica. Non sappiamo ancora concretamente quantificare lo scarto tecnico tra il Wii ed il Gamecube, quel che appare però chiaro è che a parte il formato 16:9, unicamente disponibile per questa versione, tutto il resto poteva quasi essere totalmente replicato con poche differenze sul Gc. Stiamo parlando di un aspetto tecnico, comunque godibilissimo, che ci offre sicuramente il miglior Link di sempre, per dettagli ed animazioni, e che non sfigura affatto nemmeno per quel che riguarda gli altri personaggi o le ambientazioni. Il nostro cavallo si muoverà per esempio con una elegante naturalezza ed alcuni effetti, come per esempio la riproduzione dell'acqua reggeranno senza problemi il confronto, anche se paragonati a titoli appartenenti a tutti gli effetti alla nuova generazione. L'unico piccolo appunto su questo versante, può essere legato solo ad alcune texture non perfettamente ripulite. Passando invece al comparto audio, ancora una volta non possiamo che complimentarci per la qualità dei brani, figli del grande Koji Kondo, che oltre a replicare con sfumature leggermente differenti alcune tracce già conosciute in passato, ha saputo crearne di nuovi, sempre dagli inconfondibili toni epici. C'è stata qualche piccola polemica relativa al fatto che si tratta di midi e non di pezzi orchestrati (a parte qualche caso nei filmati), ma è solo grazie a questo più agile sistema che è stato possibile avere un sottofondo davvero dinamico, e capace di cambiare repentinamente a seconda di ciò che avviene sullo schermo. Un'altra scelta che ha fatto in qualche caso discutere, è stata la decisione di Nintendo di continuare a non doppiare i personaggi appartenenti a questa serie. Link non ha mai parlato nemmeno attraverso i sottotitoli, e probabilmente mai lo farà, in maniera tale da contribuire ad una più completa immedesimazione del giocatore con il proprio eroe digitale, mentre per gli altri personaggi la scelta è stata probabilmente figlia di una ricerca della continuità. È comunque di ottima fattura la traduzione in italiano. Spartiacque tra due differenti generazioni di console Nintendo, e probabilmente anche di due differenti modi di giocare, the legend of Zelda Twilight Princess, dimostra invece come una serie classica come quella di Zelda può non essere snaturata, ma per certi versi completata, dall'innovativo sistema di controllo del Wii, che in questo caso, più che a rivoluzionare, si presta a rendere più intuitivi e pratici alcuni aspetti del titolo. Immersivo, appassionante e crocevia tra tradizione ed innovazione, Twilight Princess arricchisce la saga di un nuovo e prezioso capitolo; se sia il migliore di sempre, sarà materiale di discussione per tanto tempo, sicuramente è un ottimo titolo che pur non essendo stato concepito completamente per il Wii, e quanto di meglio si potesse desiderare al lancio della console.

    Commento

    The Legend of Zelda Twilight Princess, è un titolo di una importanza storica fondamentale; da una parte chiude in grande stile l'era del Gamecube, e dall'altra, apre sotto ottimi auspici quella del Wii. Pur non essendo nato sulla nuova console Nintendo, il titolo infatti è stato ottimamente adattato, soprattutto per quel che riguarda il sistema di controllo, che rende ancora più completa ed immersiva la già ottima esperienza di gioco. Grazie alla varietà delle situazioni offerte, l'ottimo bilanciamento della difficoltà, ed il coinvolgimento dato dello sviluppo della trama, è un titolo, in grado di affascinare e catturare qualsiasi tipo di giocatore e di trascinarlo in una avventura che ha davvero pochissimi rivali. Se sia il migliore di sempre, sarà materiale di discussione per molto tempo, sicuramente è un ottimo titolo che pur non essendo stato concepito completamente per il Wii, e quanto di meglio si potesse desiderare al lancio della console

    Pregi

    * Epico e coinvolgente.
    * Giocabilità di altissimo livello.
    * Ottima longevità.
    * Nuovo sistema di controllo ben adattato.

    Difetti

    * La realizzazione grafica risente della conversione da Gamecube.

    Voto = 9
  2. Trian

    Trian Tribe Member

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    Scusa, ma inanzi tutto non vedo l' utilità di copiare e incollare intere recensioni in un thread, e poi nel titolo parli di Ocarina, che c' entra TP? :xhello:
  3. Alberto_92

    Alberto_92 Tribe Newbie

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    Napoli; Nello squarcio tridimensionale che porta a
    scusate adesso correggo!!! cmq lo ho postato perchè mi piacerebbe vedere un po' le tendenze di questo forum se siete più orientati su Mario Galaxy o TP... tutto qui!!!

    Alberto_92 ha aggiunto 2 Minuti e 11 Secondi più tardi...

    o cavolo non riesco a cambiare il titolo perchè??? come posso fare??? i mod al posto di Ocarina of Time potrebbero scrivere Twilight princess??? grazie!!!
  4. lalbero

    lalbero Tribe Member

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    Io preferisco Zelda... è più completo per quel che riguarda i miei gusti, cavalcate arco e freccia,spada e scudo... Enigmi vari e tutto il resto insomma.
  5. greenday33

    greenday33 Tribe Member

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    zelda!!!!!!!!!!!!

    il gioco perfetto sarebbe:
    -epico come zelda
    -con la grafica di metroid
    -con il level design si mario galaxy
    -con i controlli di medal of honor heroes 2 (o metroid!)
    -con la trama come final fantasy....
    basta, si era detto "dibattito costruttivo",mi autocensuro.
  6. TaZZa

    TaZZa Tribe Member

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    Così si perde tutta l'unicità dei giochi, insomma...Link in un'astronave che fa "MAMMA MIAAAAA" ed aspetta che la barra si carichi per attaccare un mostro. :xblink:
  7. lalbero

    lalbero Tribe Member

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    hauhauah lasciate che gli Elfi siano Elfi x:D

    e che stiano in un bosco...
    Anche se in effetti la tizia di metroid la vedrei bene a rotolare insieme ad un goron :°D
  8. hellfish5

    hellfish5 Tribe Member

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    Link non è un elfo :xangry:
    non si bestemmia!!! x:p
  9. ilMago

    ilMago Tribe Member

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    Helghan
    zelda è un capolavoro certo ma IL gioco per un qualsiasi nintendo è mario punto e basta
  10. lalbero

    lalbero Tribe Member

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    è paro paro un elfo silvano... Che poi lì lo chaimino diversamente non mi fa nè caldo nè freddo :xdance:

    (Mario è mario indubbiamente,ma devi guardare anche la completezza del gioco.)
  11. hellfish5

    hellfish5 Tribe Member

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    Link somiglierà ad un elfo, avrà le orecchia a punta come Legolas, ma è un Hylian.
  12. lalbero

    lalbero Tribe Member

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    è un Hilyan perchè abita in quel villaggio? Allora un Romano non è umano ma è Romano? :°D
    è un elfo!
  13. hellfish5

    hellfish5 Tribe Member

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    no... c'è una spiegazione ben precisa sul perchè sia un Hylian... mi sa che tu non hai giocato a Ocarina o non te lo ricordi bene vero?!? x:p
  14. TaZZa

    TaZZa Tribe Member

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    Forse perchè ogni Hylian ha una fatina?
  15. hellfish5

    hellfish5 Tribe Member

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    no x:p ! ma la strada è quella x:D
    sono i kokiri che hanno ogniuno una fatina, Link all'inizio di OoT viene presentato come un kokiri senza una fata personale ma in seguito viene svelato che Link è un hylian cresciuto tra i kokiri (infatti è vestito col tipico abito kokiri: tunica verde e berretto). a differenza dei kokiri gli hylian crescono e non hanno la fatina, ma proprio come questi hanno le orecchie a punta "da elfo". x:D
  16. Rocklee90

    Rocklee90 Tribe Newbie

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    Sono giochi diversi, di generi diversi...già è un errore paragonarli!

    Comunque per gusti personali preferisco Mario!
  17. lalbero

    lalbero Tribe Member

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    Non ci ho mai giocato infatti hihihi chiarimento interessante!
  18. max75

    max75 Tribe Member

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    ecco la mia personale lista di preferenze

    per S.nes
    Mario Word

    per N64
    a pari merito

    CUBO
    Zelda

    e per wii
    lo sapremo solo quando uscira il giogo di zelda con la grafica effettiva del Wii
    ma per ora Mario

    questo parere e privato e mi sono sentito di esporlo solo perche li ho finiti tutti
    CIAUX
    Maria Cristmas A TUTTI:xdance:
  19. greenday33

    greenday33 Tribe Member

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    link un elfo?allora io sono un nano, la prof di francese un troll (bhe...)e e non sono davanti a un computer ma a un frullatore.
    credo che le orecchie a punta siano un` imperfezione grafica dei primi giochi, che poi allora dato che ha gli occhi a mandorla é giapponese?
  20. hellfish5

    hellfish5 Tribe Member

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    no le orecchie di link sono a punta (anche quelle di Zelda) come quelle di tutti gli Hylian, e anche dei Kokiri... ma nonostante questo non è un elfo :xlol:
    cmq nn arrabbiarti green, mica tutti hanno giocato ocarina!

    P.S. a chi non l'ha fatto consiglio di scaricarlo dalla virtual console o di reperire lo Zelda Collector's Edition per GameCube e giocarlo su Wii! anche adesso è IMPERDIBILE

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