Una larga fetta del mercato videoludico è costituita dai titoli di guida, la cui natura e livello di simulazione variano su di un ampio spettro. Con Formula One: Championship Edition, Studio Liverpool ha cercato di ridare lustro ad uno dei generi più amati dall'esigente pubblico delle corse. Vediamo come hanno sfruttato questa importante licenza.
Il gioco è piuttosto scarno nelle modalità e punta tutto sull'appeal del campionato di corse automobilistiche più noto a livello planetario per attirare utenti. Potremo scegliere, infatti, se cimentarci in sessioni di prova da soli su uno dei tracciati del Mondiale, oppure se prendere parte ad una singola gara, scalare i gradini del successo in modalità Carriera o sostituirci ad Alonso nei gradi di Campioni del Mondo in modalità World Championship. Le alternative sono piuttosto convenzionali e non presentano peculiarità di sorta, eccezion fatta per la modalità Carriera. Bisogna innanzitutto precisare che si tratta di una opzione raccomandata agli esperti dei titoli di guida o, perlomeno, ai neofiti disposti a spendere parecchie ore di gioco per raggiungere qualche gratificazione. L'obiettivo è quello di approdare alla guida di una vettura ufficiale, dopo aver superato una serie di test di guida e di sessioni di collaudi come terzi piloti in teams minori. Raggiungere un volante può risultare piuttosto impegnativo per chi non fosse avvezzo a misurarsi col cronometro in un gioco in cui la precisione di guida e l'assetto più appropriato della vettura possono influire per parecchi decimi sul tempo finale. Il consiglio per chi non avesse intenzione di dedicarsi a tempo pieno alla strada del successo è di settare a livello facile la difficoltà del gioco e godersi il Campionato del Mondo senza patemi di sorta legati alla conquista di un posto in squadra. Per chi amasse le sfide, la modalità Carriera risulterà invece sicuramente avvincente.
Abbiamo già accennato al tentativo di riprodurre fedelmente il comportamento delle sofisticate vetture di Formula Uno. Questo intento passa per una serie infinita di regolazioni possibili relative ad ogni apetto della gestione tecnica del materiale a disposizione. Ovviamente, ognuno ha il suo personale stile di guida e le regolazioni devono essere funzionali alle proprie abilità, ma quello che abbiamo rilevato testando le varie vetture è un sostanziale equilibrio nelle prestazioni delle varie marche in competizione ed un setting piuttosto buono di base. Correndo con una delle 11 vetture a disposizione in assetto standard troveremo velocità di punta discrete, un buon inserimento nelle curve medio veloci ed un ottimo spunto in uscita dalle stesse. Più complicata la gestione della frenata in entrata nei tornanti, dove il sottosterzo è piuttosto evidente, ed anche lo spunto in uscita pare poco marcato: in sostanza ai bassi regimi e con le prime tre marce la macchina non settata paga dazio rispetto agli avversari. A centro curva c'è un discreto compromesso tra stabilità e reattità negli spostamenti, ma non possiamo non sottolineare una certa tendenza al sovrasterzo nei curvoni più lunghi e da pieno, effetto molto fastidioso ed improvviso che costringerà a levare gas per non finire in testa-coda. Un aspetto fondamentale nel setting della vettura risiede negli aiuti di guida che si decide di lasciare attivi. Per un giocatore di media abilità si consiglia di levare in primis l'assistenza in fase di frenata, che limita di molto la possibilità di sorpasso: viene anticipato il punto di staccata eccessivamente rispetto a quanto sia effettivamente necessario. Discorso opposto merita il controllo di trazione e stabilità, molto utile per evitare testacoda a gas spalancato e problemi nei curvoni in appoggio. Per chi si avvicinasse per la prima volta al mondo della Formula Uno ed ai suoi relativi tracciati, sono presenti due diverse configurazione dell'assistente relativo alle linee da seguire per pennellare le traiettorie: la prima prevede una fascia colorata sulla linea ideale, la cui tinta indica il momento in cui si consiglia la staccata. La seconda opzione, quella che si lascia preferire anche dai neofiti dopo qualche ora di gioco, prevede le classiche frecce nella porzione superiore della videata; la cosa interessante è la grande precisione con cui il colore delle frecce varia in base alla linea ed alla velocità con le quali il conducente percorre il tracciato.
Passiamo ora all'aspetto relativo all'intelligenza artificiale. A livello facile il gioco è piuttosto semplice, in poche staccate si può passare dell'ultima alla prima posizione, mentre incrementando la difficoltà le cose cambiano radicalmente. Un fattore che incide sulla relativa semplicità dei sorpassi è sicuramente costituito dalla possibilità di togliere i danni alle vetture: la preoccupazione per conservare intatta la vettura costringe ad essere più guardinghi in fase di sorpasso, soprattutto nelle staccate più convinte, dal momento che anche leggeri colpi influiscono sul deterioramento del mezzo. Un altro aspetto da tenere in conto è la variabile climatica: spettacolare dal punto di vista grafico la resa dell'acqua che scorre sullo schermo e si raccoglie in rigagnoli a seconda della velocità con la quale si sta correndo. Le nuvole d'acqua che si levano dal retrotreno delle vetture che precedono rendono praticamente impossibile la guida in scia in condizioni di pioggia forte e costituiscono una delle caratteristiche meglio realizzate del titolo. Ulteriore realismo viene dall'effetto del calore: in partenza vedremo deformarsi l'immagine a seguito dei flussi d'aria calda che si levano dagli scarichi delle altre vetture. Una notazione a parte meritano anche i pit-stops, obbligatori: la variabile relativa al momento in cui effettuare lo stop assume un'importanza relativa nelle corse più brevi, così l'aspetto più vincolante è la durata della sosta. I ragazzi di Studio Liverpool hanno, infatti, deciso di far sì che sia il giocatore a determinare la durata della fermata attraverso una serie di tasti da premere affinchè i meccanici portino a compimento il più rapidamente possibile le proprie mansioni. A livello grafico, infine, i circuiti appaiono ben realizzati ed il gioco non soffre di pop-up o scatti neanche alla partenza delle 22 vetture. Le vetture sono ben rifinite ed è di particolarmente impatto la verniciatura cromata della Mclaren. Un aspetto poco curato è, invece, l'interazione vettura-tracciato: praticamente assente l'effetto sporco sulle gomme all'uscita di pista. Viene spontaneo chiedersi quando potremo godere dell'effetto graining delle ruote e di una decente sumulazione della deposizione dello sporco sui fianchi delle vetture, ma forse chiediamo troppo per ora.
Conclusioni
Formula One: Championship Edition è sicuramente un titolo ben realizzato, con una grafica di tutto rispetto sebbene non eccezionale, caratterizzato da un buon sistema di guida. Il gioco fa leva sul fascino del Campionato, piuttosto che sull'innovazione, fatto che potrebbe risultare controproducente a livello di longevità e di richiamo per chi cercasse un racing game meno convenzionale. In sostanza per coloro che amano aspetti simulativi, settaggi della vettura e ricerca del tempo migliore sul giro troveranno pane per i propri denti, ma il gioco non scontenterà neppure coloro che volessere un mordi e fuggi di spessore per gare veloci nei panni di uno dei piloti più famosi al mondo.
Si ringrazia Charleyservice.com per il supporto e l'invio del gioco recensito. Formula One Championship è acquistabile a questo indirizzo.