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Vecchio 28-06-2008, 11.44.42   #10 (permalink)
JaIL
Il Wiikeyologo
 
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Predefinito

[...]Risulta, evidentemente, più appropriato analizzare il prodotto
secondo altre ottiche, per esempio quelle adoperate in ambito
cinematografico, eppure non si può negare che il cinema in più di un secolo di
storia ha avuto il tempo di crescere ed adattarsi al suo pubblico in un contesto
sicuramente più agevole di quanto non sia oggi quello dei videogame.
L’industria cinematografica, ad esempio, inizialmente rivolta verso un elite
economica, in seguito, viste le difficoltà a sostenersi a causa dello scarso
numero di utenti a cui si rivolgeva, ha ampliato il proprio target adeguando i
contenuti ai gusti degli spettatori approdando per questa via prima al periodo
delle cosiddette “Torte in faccia” e dopo a quello del “nickel odeon”.
Riabilitato da autori e spettatori (senza dimenticare silenziose attività di
marketing e PR) è finalmente entrato nell’olimpo delle riconosciute arti
umane, eppure oggi più che mai vive il suo periodo più nero. Il cinema, ma
sarebbe meglio dire i cinema (alludendo ovviamente alle sale), è più che mai
in crisi e le potenti Major americane traggono i loro maggiori profitti dal
settore dell’Home Video e, paradossale a dirsi, vendendo i diritti di passaggio
dei propri film a quella che una volta era l’arcinemica televisione (in tutte le
sue più incredibili incarnazioni: pubblica, commerciale, pay-per-view, digitale
terrestre e chi più ne ha più ne metta). Si capisce bene allora che il medium
cinematografico e quello videoludico sono allo stesso tempo vicini e lontani.
D’altro canto, nessun mezzo di comunicazione di massa ha in comune con i
videogiochi, come la televisione, i processi sommari e i tentativi di
demonizzazione. Anche qui i punti di contatto si affievoliscono presto, la
televisione in cinquant’anni ha abbattuto, con quelli che potremmo definire
“colpi di maggioranza” (il pubblico le dà ragione), critiche, allarmismi e
scetticismi; anzi, resasi conto che era inutile tirarsi da sola la zappa sui piedi
diffondendo notizie e ricerche che non giovavano alla propria immagine, è
stata lesta ed opportunista a farsi promotrice della nuova campagna
socialmente (in)utile “caccia alle streghe 1990-20xx”; alludendo ovviamente a
quell’atteggiamento, che ingenera allarmismo nel pubblico, tenuto da una
certa parte della stampa generalista. Viene da chiedersi se non sia l’ennesimo
tentativo del mass media dominante di contrattaccare qualcosa di innovativo e
potenzialmente letale per i competitor diretti.
[...]
Non DichiaratoJaIL non  è collegato   Rispondi citando