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Vecchio 21-04-2005, 21.49.31   #5 (permalink)
ConteZero
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(disquisition galore, cos'è la fase e cos'è il phase shift)

Un suono stereo non è altro che due suoni monofonici, uno diretto verso la cassa sinistra ed uno verso la cassa destra.
Un suono stereofonico ha questi due "sample" molto simili ma non del tutto identici.
Ogni "sample" è un onda.
In generale ambedue le forme d'onda sono molto simili, sia come ampiezza (che determina il volume) che come fase (quando la forma d'onda è crescente su una è crescente anche sull'altra e viceversa quando è calante su una cala anche sull'altra).
Ora andiamo alla pratica, cosa fanno Dolby ProLogic I/II e DTS NEO.
Il funzionamento dei due sistemi è di per sè l'uovo di Colombo, in pratica visto che il suono si diffonde nell'aria ad una velocità finita se abbiamo due "sample" i due sample non saranno sicuramente identici (doh!).
Mi spiego meglio: è come avere due microfoni ad un metro l'uno dall'altro, se un rumore arriva da destra il microfono di destra "riceverà" il rumore una frazione di secondo prima di quello di sinistra (e, vista la dispersione del suono, lo riceverà anche più forte); questo ricevere "prima" da un lato è un phase shift.
Addentriamoci più a fondo... prendete un rumore ad alta frequenza come un fischietto, quando qualcuno usa un fischietto noi siamo in grado di capire immediatamente da dove arriva il suono perchè più alta è la frequenza più la distanza fra le nostre orecchie (!) ci permetterà di capire con precisione DOV'E' ubicata la sorgente; per lo stesso motivo quando un suono è basso (come un boato) non siamo in grado di capire dov'è che si è originato, per questo motivo gli impianti 5.1 hanno CINQUE speaker per i medi e gli alti ma solo una cassa per i bassi.
Da questo capite quant'è importante l'informazione di fase per l'orecchio umano... un sistema Dolby o DTS fa quello che fa il nostro cervello, esamina le varie forme d'onda e, a seconda della loro ampiezza e della loro variazione di fase riesce a posizionarle in uno spazio tridimensionale.
Quando si và a comprimere un suono l'informazione relativa agli spostamenti di fase è anche eliminabile (a seconda della compressione), questo permette di risparmiare spazio ma si perde irrimediabilmente quella parte d'informazione necessaria per ricreare una tridimensionalità del suono (su un impianto stereo posizionato correttamente con audio non compresso la tridimensionalità esiste ancora e l'orecchio umano è in grado di collocare ciascun suono in uno specifico punto posizionato sulla retta immaginaria passante per le due casse).

Non è una trattazione molto scientifica (non ne ho, ahimè, i numeri) ma spiega grossomodo il discorso.
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